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27 settembre 2018

L’OMS metterà al bando prodotti di alta qualità della dieta mediterranea?

Nel mirino dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci sono prodotti italiani che sono alla base della dieta mediterranea come l’olio extravergine di oliva, il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma, il sale…

Le caratteristiche della dieta mediterranea sono: abbondanti alimenti di origine vegetale (frutta, verdura, ortaggi, pane e cereali, soprattutto integrali, patate, fagioli e altri legumi, noci, semi), freschi, al naturale, di stagione, di origine locale; frutta fresca come dessert giornaliero, dolci contenenti zuccheri raffinati o miele poche volte la settimana; olio di oliva come principale fonte di grassi; latticini (principalmente formaggi e yogurt) consumati giornalmente in modesta-moderata quantità; pesce e pollame consumato in quantità abbastanza bassa; da zero a quattro uova la settimana; carni rosse in minime quantità e vino consumato in quantità modesta-moderata, generalmente durante il pasto[11].

Questa dieta ha un contenuto basso in grassi saturi (inferiore al 7-8%), ed un contenuto totale di grassi da meno del 25 a meno del 35% a seconda delle zone. Inoltre originariamente era associata a regolare attività fisica lavorativa, ad esempio nei campi o in casa.

Il contenuto calorico della dieta mediterranea nelle indagini di popolazione non superava le 2500 Kcal per l’uomo e le 2000 Kcal per la donna, comunque l’introito calorico non andava oltre il consumo metabolico con l’attività fisica. In sostanza si trattava della dieta di una popolazione rurale, povera e frugale[12].

Come dieta mediterranea di riferimento nel Seven Country Study è stata considerata quella di Nicotera; i vari componenti di essa, espressi come percentuali dell’apporto calorico totale (in rilievi della durata di sette giorni in differenti stagioni del 1960) sono: cereali 50-59%, olio di oliva extravergine 13-17%, vegetali 2,2-3,6%, patate 2,3-3,6%, legumi 3-6%, frutta 2,6-3,6%, pesce 1,6-2%, vino rosso 1-6%, carne 2,6-5%, latticini 2-4%, uova e grassi animali molto scarsi (fonte wikipedia).

L’olio extravergine di oliva è caratterizzato da un elevato contenuto di grassi monoinsaturi. Essi sono considerati grassi “buoni”, in quanto favoriscono la sostituzione del colesterolo LDL presente nel sangue, causa di infarti e di ostruzioni vascolari, con colesterolo HDL, che non rappresenta invece una fonte di pericolo per l’organismo.

Difesa prodotti italiani

DIFENDIAMO I PRODOTTI ITALIANI

I nostri prodotti alimentari sono invidiati in tutto il mondo per l’elevata qualità e la terza posizione nel mondo come Paese più longevo ne è la dimostrazione.

L’ONU e l’OMS hanno dichiarato che l’incontro del 27 settembre sarà per una politica di informazione per una sana alimentazione. Una parola sbagliata da parte delle organizzazioni sopra menzionate potrebbe danneggiare l’esportazione dei nostri prodotti.

E’ nostro dovere far conoscere la qualità dei prodotti alimentari italiani. 

I titoli dei media

– Il documento in discussione all’Onu che mette a rischio il made in Italy alimentare (Il Sole 24 ore)
– Lotta Onu a grassi e sale: “Nuociono gravemente alla salute”. Ma nessuna etichetta per il parmigiano (La Repubblica)
– Lotta Onu a grassi e sale, a rischio made in Italy. Oms rassicura (Sky TG 24)
– “Il parmigiano come il fumo” L’assurda crociata dell’Oms che penalizza il made in Italy (Il Giornale)
– Parmigiano e prosciutto, polemica per le etichette chieste dall’Onu. Retromarcia: no voto, è dichiarazione politica (per ora) (Il Fatto Quotidiano)
– LOTTA ONU-OMS A SALE E GRASSO “RISCHI PROSCIUTTO E PARMIGIANO”/ Il Made in Italy dannoso come il fumo? (Il Sussidiario.Net)
– L’Onu spegne le polemiche, nessuna risoluzione o voto su grassi e sale. Salvo il Made in Italy (ANSA)

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